Biancaneve e il nanopublishing

Biancaneve e il nanopublishing

Un giorno Biancaneve, stufa di lavare i calzini del Principe Azzurro, ebbe un’idea geniale. Chiamò a raccolta i sette nani e disse loro: “I tempi sono cambiati: voi non lavorerete più in miniera, imparerete a scrivere e avrete un vostro spazio sulle mie piattaforme di blog”. E così nacque il nanopublishing.
Per i primi tempi le cose andarono bene: i nani cercavano lo scoop ma non avendo fonti di riferimento scoopiazzavano da altri blog d’oltreoceano.  Tuttavia si divertivano: fare il nanoblogger è  sempre meglio che lavorare in miniera.

Intanto Biancaneve con i soldi del nanopublishing aveva raccolto qualche spicciolo con cui pagare una governante per due giorni alla settimana: la domestica era molto zelante,  il martedì lavava con cura il calzino destro del Principe, il giovedì sciacquava quello sinistro. Per questa sua attività, la governante riceveva compensi maggiori di quelli dei nani. Venuta a sapere la cosa Brontolo sbottò: “A questa stregua vado anche io a lavare i calzini”. Cucciolo si unì all’impresa, perché gli piaceva masticare il sapone. Eolo starnutì perché era allergico al formaggio. Gli altri quattro giocavano a scopa d’assi.

Biancaneve non si scoraggiò: assunti dieci piccoli indiani,  continuò a riempirsi di monetine il portafoglio grazie al nanopublishing. Nel frattempo la governante aprì un blog di nicchia, amatoriale ma con un nome di dominio molto seo friendly: Comesizompaconilprincipeconlascusadelcalzino.com e così vissero tutti felici e contenti tranne Mammolo, che dava sempre la scopa di re.

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