Kazzaref: alternativa alle regole della Fondazione <ahref

L’associazione Kazzaref si dice impossibilitata a partecipare alle complesse regole metodologiche della cugina perfettina, Fondazione <ahref,  che ha avuto l’accuratezza di scopiazzare dichiaratamente i suoi principi da qualche bigino universitario. Propone dunque quattro regole alternative che possono comunque essere calpestate da chiunque, in nome della massima libertà ed autocoscienza.

trascuratezzaTrascuratezza (vs accuratezza)
La trascuratezza viene prima di tutto, anche dell’accuratezza: non è che uno nasce pettinato. Fa parte della trascuratezza attribuire impropriamente frasi, dati, identità, fatti e cornetti alla crema.
Del resto, una storia vera condita di errori ha un gusto incredibile.

parzialitàParzialità (vs imparzialità)
Bisogna sempre parteggiare per qualcuno, soprattutto per se stessi. Ogni storia va raccontata nel modo più soggettivo possibile: l’opinione fatta di bianchi e neri è molto meglio del grigio incolore.
Essere partigiani rende la storia più nitida possibile e dà il diritto di cantare in pubblico “Bella ciao”.

dipendenzaDipendenza (vs indipendenza)
La regola è scrivere sempre e comunque, come se fosse una droga. In maniera veritiera oppure falsa, bastarda e bugiarda. La parola è una gran dominatrice e si disinteressa anche di possibili conflitti di interesse, soprattutto se si veste in cuoio nero e tacchi a spillo.

irregolaritàIrregolarità (vs legalità)
Essere irrispettosi del limite e delle norme consuete. Andare oltre la banalità delle solite fonti.
Avere sempre rispetto dei minori a cominciare a sputtanarli solo quando hanno compiuto il diciottesimo anno di età.

Lascia un commento