Motori di ricerca: ci vuole un po’ di Cuil

Ieri sera, verso le 3.30 mi sono risvegliato col trillo del telefono: era Giacomo, l’amico di Aldo e Giovanni che mi chiamava con la Wind per rimproverarmi di non avere ancora messo online l’articolo su Cuil. Siccome, nel bene e nel male, ne hanno già parlato tutti, vi darò qualche chicca in esclusiva.

Cuil è un motore di ricerca elaborato da tre ex dipendenti di Google: Russel Power era l’addetto al temperamatite, Anne Patterson si occupava del rosicchiamento delle penne. Dopo il taglio della cancelleria entrambi sono stati cancellati dalla lista dei Google workers: al posto della Patterson è stato assunto un criceto russo, in luogo di Russel Power è stato reclutato Austin Power che almeno fa più ridere. Louis Monier, il terzo della banda, era invece stato assegnato a Google Cappe, search engine dedicato ai caminetti, la cui griglia porgettuale è purtroppo andata presto in fumo. Oltre a questi tre, ci sono altri quattro moschettieri, tra i quali citiamo solo il povero Tom Costello, consorte di Anne Patterson, che lo ha costretto a sborsare 33 milioni di dollari più una pelliccia di visone per finanziare l’impresa.

Ma veniamo al motore: Cuil ha molti punti forza rispetto a Google. Innazitutto il numero delle pagine indicizzate: avendo meno filtri di uno storgione giamaicano, Cuil offre oltre 120 miliardi di pages, con risultati di ricerca presentati a random, almeno ognuno ha la possibilità di apparire una volta al primo posto. Il template è a due o tre colonne, senza pubblicità perchè nessuno ha ancora richiesto uno spazio. Usa Ajax perchè è di moda e fornisce suggerimenti di ricerca incomprensibili, come quei compagni di scuola bastardi che bisbigliano la soluzione sbagliata del compito in classe e poi ridono se prendi quattro. Insomma, è un motore di ricerca anarchico: l’algoritmo è talmente ingovernabile che persino Obama sta pensando di spedirci le truppe che lasceranno l’Iraq.

Quanto al nome, Cuil doveva essere la sigla di un sindacato, Comitato Unico Ingegneri Licenziati, poi qualcuno ha sentito Cofferati che dall’alto della sua esperienza pregressa ha consigliato di lasciare perdere e di dedicarsi a qualcosa di più produttivo.
Non so se l’iniziativa avrà fortuna: per certe cose ci vuole bravura e un bel po’ di Cuil, comunque ne riparliamo tra qualche mese, se Giacomino mi ritelefona, speriamo usando Skype e verso mezzogiorno.

1 commento »

  1. Matteo Ravagnan said,

    agosto 18, 2008 @ 15:03

    Tu sei un genio.
    E non darmi del lecca Cuil…

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