Il blogger non muore mai

La morte arriva col blog: lo stress di tenere aggiornato 24 ore su 24 un diario online combinato con l’assenza di esercizio fisico e di sonno e con una dieta irregolare e malsana, sono un cocktail potenzialmente letale che ha cominciato a mietere vittime nel mondo del web. Due settimane fa a Fort Lauderdale (Florida) è stato celebrato il funerale di Russell Shaw, un prolifico blogger di temi tecnologici morto improvvisamente di infarto a 60 anni.
(Corriere della Sera)

Dopo aver letto questo articolo, grazie ai poteri da medium concessimi da Google Labs, mi sono messo in contatto medianico con il povero Russel Shaw che purtroppo, per la legge del contrappasso può parlare solo attraverso gif animate.

Ciao Russel.

Abbiamo saputo dal New York Times e dal Corriere della tua triste vicenda. Se potessi tornare indietro cosa faresti?

Vedi qualcosa di simile al pagerank, lì dove mediti sulle eterne blogosfere?

C’è anche qualche evento simile al SES?

In che animale pensi di reincarnarti?

Dicono che sei morto perchè troppo sedentario. Adesso riposi in pace o fai del moto?

Ci sono tanti blogger, anche in Italia, che non dormono mai o che postano quasi tutti i giorni: come vedi il loro futuro?

Sento che le forze dello spirito mi stanno abbandonando, dobbiamo lasciarci. Come possiamo risentirci?

Ok, grazie. Saluta il pubblico.

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