Archive for SEO/SEMS

Requisiti di un ecommerce per materassi

Video che non parte mai => Che sonno!Oggi volevo porre alla vostra attenzione il caso di un ecommerce di materassi che ha raddoppiato le vendite passando da un server molto performante, con tempi di risposta medi di sei decimi di secondo, ad un server lentissimo, con tempi di circa cinque secondi di media. Proprio la lentezza, provocando uno stato di sonnolenza progressivo, fa sì che il visitatore avverta la necessità di un materasso in luogo della scomoda poltrona d’ufficio su cui è adagiato.
Un altro trucco è inserire nella sidebar una video testimonianza che non parte mai: i tempi di attesa incrementano gli sbadigli e alimentano ancora di più la percezione di avere assoluto bisogno di un bel materasso. Naturalmente, un altro dei requisiti imprescindibili è che i materassi siano soffici, altrimenti la percentuale di rimbalzo aumenta a dismisura.
Special Tips: per fare soldi velocemente con i materassi basta prendere un coltello e tagliare quello della nonna, che contiene contanti, fedi nuziali e i trentadue denti d’oro del nonno.

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Il Madri è sempre il Madri

Dopo due anni di assenza dalle scene, Madri ha partorito un altro corso e siccome ho partecipato, dirò qualche parola per tutti coloro che sono rimasti in ufficio a scaldare la poltrona: hanno sbagliato a non venire, perché le poltrone di MilanoFiori sono molto più comode di quelle normali.

Enrico ha cominciato analizzando le penalizzazioni di Google: alcune sono dovute all’algoritmo, altre ai quality rater, altre ancora ai giudici della Fia, che quando vedono che un sito ha gli alettoni fuori norma lo fanno ripartire dalla sandbox.
Verso mezzogiorno, Piersante ha detto pane al Paneghel e vino al vinel, parlando in maniera molto schietta dell’influenza che i server possono avere sugli spider.
In pausa pranzo ho desinato al Burghy con il Tagliaerbe, che nonostante il nome non è vegetariano. Aveva con sé il suo vibratore di ricerca che poi ha consegnato ad un tremante amante del marketing.
Nel pomeriggio Enrico ha fatto vari esempi di landing page, dimostrando che un buon atterraggio è fondamentale per non sbattere la testa contro un ROI basso.
Verso le quattro del pomeriggio il salone si è oscurato e Luca Catania, in versione padrino, ha dimostrato come un sito di cacca porti con sé molti moscerini: basta lavarlo ed i moscerini se ne vanno in un altro sito, ne ho visti anche su Google, eccoli:

Google's Moscerini 

Per finire Enrico, in versione Nostradamus, ha declamato varie quartine sul futuro del web prima di aprire la tavola rotonda tra la protesta degli spigoli: proprio all’atto dell’apertura, miracolosamente, un forte vento si è levato sul Centro Congressi e così abbiamo capito che, nonostante la crisi corrente, il domani del web marketing andrà a gonfie vele.

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Happy Days o GT Study Days?

Vorrei portare il confronto tra Happy Days e GT Study Days ad un grado gnoseologico di condivisione della conoscenza a livello locale ma siccome non ho nemmeno i soldi per l’autobus, accontentatevi di questa tabella.

 Giorgio Taverniti

Arthur Fonzie Fonzarelli

Per organizzare i GT Study Days, Giorgio Tave ha bisogno di una mano da tutto il suo staff Per fare Happy Days, a Fonzie basta alzare il pollice
I GT Study Days sono gratis Fonzie faceva pagare sempre Richie Cunningham
I GT Study Days hanno più di 20 Giornate, oltre 100 sessioni, circa 100 Tavole rotonde Da Arnold’s ci sono solo una dozzina di tavoli, ma c’è anche il juke box che funziona con un pugno
I GT Study Days vogliono “toccare quelle fasce di giovani, ma anche le mamme e le zie sempre più interessate ad internet” In Happy Days Fonzie non si è mai permesso di toccare la mamma di Richie

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Seo Birra, e sai cosa bevi

Seo BirraL’ultima volta che hanno indetto il SES in Italia, l’unica cosa da bere era il Bacardi Breezer Grapefruit; l’ultima volta che hanno organizzato una Seo Birra a Milano, invece, non ho potuto andare, ma anche tra le navate del Duomo si sentiva l’eco dei rutti. Quest’anno, il 28 maggio, mi sono ripromesso di presentarmi vestito da tirolese per vedere se la situazione della seo in Italia è in fermento oppure in stato di evaporazione. Per questo mi sto allenando a colpi di Guiness e aringhe affumicate. Per prenotare un tavolo ed il bagno per la pisciatina occorre iscriversi in anticipo, altrimenti dovrete accontentarvi del marciapiede.

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La solidarietà vola sul web: l’eteropromozione

La crisi in atto sta spingendo a nuove forme di solidarietà anche tra imprese concorrenti. Basta scorrere le serp di Google per trovare originali metodi di quella che potremmo andare a definire, con un neologismo, “eteropromozione”. Si tratta di promuovere in maniera più o meno subliminale il marchio del concorrente per aiutarlo a superare questo periodo duro. Ecco un interessante esempio legato alla ricerca: 

volo+hotel nome del brand

E screenshot della serp, con tanto di snippet della description che più eteropromozionale non si può.

Esempio di eteropromozione in tempo di crisi

 

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Il torrone minaccia Bigmouthmedia

La notizia dell’incredibile dispetto natalizio perpetrato negli uffici di Bigmouthmedia sta correndo di bocca in bocca: nel cesto regalo che i dipendenti hanno spedito al CEO Steve Leach è stata ritrovata una quantità di torrone sopra la norma. Il logo, nel tentativo di salvare il povero Steve dall’indigestione, si è sacrificato con conseguenze a cui solo un’ablazione potrà porre rimedio. Pare che gli attentatori siano già stati già individuati e puniti: il loro vasetto di mostarda verrà riempito solo di mandarini ultrapiccanti.

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SEO in gita: fusione nel tunnel di Ginevra

Alcuni SEO in gita verso la sede di Google a Zurigo si sono imbucati per sbaglio nel tunnel di Ginevra  dove alcuni dotti scienziati stanno cercando il bosone di Higgs, che lo stesso Higgs aveva perso qualche anno fa da un buco in mezzo ai pantaloni.

Purtroppo l’ammasso di protoni in corsa ha procurato una fusione genetica, per cui i SEO sono diventati una sola persona. I capelli sono i miei (alla gita si era imbucato anche il mio parrucchiere), il resto è ancora da identificare.
Chi indovina vince un link dal post, chi sbaglia dovrà dare un link dal blogroll, chi se ne sbatte i bosoni verrà colto da un big bang intestinale.

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Olimpiadi 2008 per SEO: i risultati

 

Purtroppo il filippino che avevo assunto per scrivere al posto mio mia ha dato buca, da qui il lungo intervallo. Oltre che in Spagna, dove mi sono imbevuto di cultura e di San Miguel, sono stato a Seoul, la città più Seo friendly del mondo, nella quale, a vent’anni esatti dalle Olimpiadi dell’88, si sono svolte le gare olimpiche per i Seo.

Ecco dunque i risultati dei portacolori italiani:

  • Lancio del blog: primo posto per l’oriundo Johnnie Maneiro con la stratosferica misura di 980km
  • 3000 siepi: medaglia d’oro al Tagliaerbe, che ha anche potato la pista
  • Chilometro da fermo femminile: il Colore Rosso del semaforo facilita il trionfo di Miriam
  • Tuffi nell’anestesia: Totale di Nereo sbaraglia la concorrenza
  • Ginnastica, sbarra: FradeFra iridato grazie al suo YoYo con triplo salto mortale annesso
  • Tiro con l’arco: Sante J. Achille, colpito al tallone da Marco Loguercio, è costretto al ritiro
  • Salto in alto: dulcis in fundo, Layla Pavone vola alla stratosferica altezza di 600 pixel e sbaraglia la concorrenza ferma a 60 pixel

Bene, spero di postare di nuovo prima del 2012, sempre che la salute mi assista: accendete una fiaccola per me.

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Motori di ricerca: ci vuole un po’ di Cuil

Ieri sera, verso le 3.30 mi sono risvegliato col trillo del telefono: era Giacomo, l’amico di Aldo e Giovanni che mi chiamava con la Wind per rimproverarmi di non avere ancora messo online l’articolo su Cuil. Siccome, nel bene e nel male, ne hanno già parlato tutti, vi darò qualche chicca in esclusiva.

Cuil è un motore di ricerca elaborato da tre ex dipendenti di Google: Russel Power era l’addetto al temperamatite, Anne Patterson si occupava del rosicchiamento delle penne. Dopo il taglio della cancelleria entrambi sono stati cancellati dalla lista dei Google workers: al posto della Patterson è stato assunto un criceto russo, in luogo di Russel Power è stato reclutato Austin Power che almeno fa più ridere. Louis Monier, il terzo della banda, era invece stato assegnato a Google Cappe, search engine dedicato ai caminetti, la cui griglia porgettuale è purtroppo andata presto in fumo. Oltre a questi tre, ci sono altri quattro moschettieri, tra i quali citiamo solo il povero Tom Costello, consorte di Anne Patterson, che lo ha costretto a sborsare 33 milioni di dollari più una pelliccia di visone per finanziare l’impresa.

Ma veniamo al motore: Cuil ha molti punti forza rispetto a Google. Innazitutto il numero delle pagine indicizzate: avendo meno filtri di uno storgione giamaicano, Cuil offre oltre 120 miliardi di pages, con risultati di ricerca presentati a random, almeno ognuno ha la possibilità di apparire una volta al primo posto. Il template è a due o tre colonne, senza pubblicità perchè nessuno ha ancora richiesto uno spazio. Usa Ajax perchè è di moda e fornisce suggerimenti di ricerca incomprensibili, come quei compagni di scuola bastardi che bisbigliano la soluzione sbagliata del compito in classe e poi ridono se prendi quattro. Insomma, è un motore di ricerca anarchico: l’algoritmo è talmente ingovernabile che persino Obama sta pensando di spedirci le truppe che lasceranno l’Iraq.

Quanto al nome, Cuil doveva essere la sigla di un sindacato, Comitato Unico Ingegneri Licenziati, poi qualcuno ha sentito Cofferati che dall’alto della sua esperienza pregressa ha consigliato di lasciare perdere e di dedicarsi a qualcosa di più produttivo.
Non so se l’iniziativa avrà fortuna: per certe cose ci vuole bravura e un bel po’ di Cuil, comunque ne riparliamo tra qualche mese, se Giacomino mi ritelefona, speriamo usando Skype e verso mezzogiorno.

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La misurabilità: Iab Seminar 2008 a spanne

L’altroieri stavo andando a comprare il giornale nella sede del Sole24Ore a Milano e per sbaglio sono capitato allo IAB Seminar, che non sia chiama IAB Seminario perchè quasi nessuno giunge alla fine. A dare l’inizio allo show è stato il confettino atomico Layla Pavone che, rosa e decisa come sempre, ha definito internet come il più misurabile dei media: purtroppo solo il 28% delle aziende misura il lead mentre il 100% misura i giorni che mancano alle ferie di Agosto.

Data la mole di persone presenti sono stato deportato in una saletta la terale dove si udiva una voce che commentava certe slide dedicate ad Annie l’Apatica, frutto di ritagli di sussiadiari delle medie con tanto di sottolineature in rosso. Ritornato nella sala principale, sul palco ho visto salire un personaggione calvo che con voce roboante ha detto di essere il capo pilota dell’Audi del Web. Poco prima dell’ora di pranzo è toccato alla desperate housewife Giorgia di Msn spiegare che i cookie sono come macchie di sugo sulla camicia. Dopo questa parentesi culinaria, è toccato all’uomo venuto da Yahoo che ha chiarito il concetto di behavioural targeting, ossia come mai, in base ai comportamenti avuti in passato, vengano mostrati banner con donnine nude anche quando si cerca una pillola per la prostata.

A questo punto sono uscito a bere un caffè, ma il bar era riservato solo ai dipendenti, che per fare invidia ne ingurgiatavano a litri col risucchio. Nel frattempo Alessio Semoli aveva finito il suo intervento ed è stata la volta di Nereo Sciutto, che avrebbe voluto parlare delle prossime vacanze in Costarica e invece ha dovuto ripiegare sul tema del convegno. Gilles Cleef, di Nedstat, ha presentato un interessante tool per misurare audio e video: si è calcolato che l’ascolto di un brano della Tatangelo su Youtube dura meno di 9 secondi e mezzo, nemmeno il tempo di fare 100 metri di corsa. Meno di cinque secondi è stato invece il crono di chi si è tuffato per primo sulle tartine e sui pezzetti di grana offerti nel buffet.

Il pomeriggio i temi erano mail marketing e mobile. Per quanto concerne il primo intervento, di Maurizio Fionda, dal titolo “Misurare per competere”, è mancato il testimonial Rocco Siffredi e l’attenzione è un po’ scemata, soprattutto da parte del pubblico femminile. L’intervento di Fubini di Tomato ha invece spiegato perchè è meglio non rompere troppo le scatole a quelli che non aprono nemmeno la mail: purtroppo il vino bianco ha cominciato a fare effetto e non sono riuscito a sentire altro che gli appalusi che hanno preceduto i due interventi in inglese sul mobile, mezzo in crescita anche in Cina, dove i numeri del cellulare vengono composti con le bacchette. Il brillante intervento finale di Pattano di Dada ha riportato al clima vacanziero: all’uscita, a misura ormai colma, Nereo ha liberato i sogni del Sudamerica, Petro ha preso al volo un raggio di sole e ha cominciato ad abbronzarsi e io, una volta tornato a casa,  mi sono accorto di non avere comprato nemmeno il giornale: pazienza, nel frigorifero conservo un Topolino degli anni Ottanta che non ho ancora finito di leggere, so che prima o poi torna sempre buono.

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