Gent.le Matt Kazz, vorrei un preventivo per il posizionamento del mio sito web.
- Per motivi di discrezione non posso rivelare il nome del dominio, ma dico solo che ha quattro lettere
- L’estensione del dominio è di due lettere, quindi non è né un .com, né un .net, né un .org
- Devo posizionarmi su Google con una sola keyword che è identica al nome del dominio, ha dunque quattro lettere, inizia per C e finisce per O ed ha 31.000.000 di concorrenti su Google.it
- Nel preventivo devono essere indicati i costi orari delle attività, con detrazione dei minuti di cazzeggio in cui si vanno a dare sbirciatine a Youporn, Megarotic o al blog del Tagliaerbe
- Se il posizionamento avviene per fattori dovuti alla fortuna e non all’abilità, l’importo del compenso sarà devoluto in beneficenza alle casse del SuperEnalotto
- Se il posizionamento non permane nei primi tre posti per i prossimi dieci anni dovrete pagare una penale corrispondente al 99,9% del compenso
- Il pagamento deve essere a 3650 giorni fine mese
Sono indeciso se girare la ruota o comprare una vocale.
La brand reputation va di gran moda. Monitorare quello che dice la gente del nostro marchio online è importante sia per migliorare i nostri servizi sia per poter andare ad un party e dire tra un Martini e uno scotch “Vedi quanto sono figo, su Ciao.it parlano bene di me!”. Spesso però non è così. La gente parla male del brand e, cosa molto peggiore, lo scotch è troppo annacquato.
Se invece state dall’altra parte della sponda, ossia siete astemi e volete parlare male di qualche importante brand di mercato, Google, nella sua immensa democraticità, ha deciso di introdurre un nuovo tag:
il tag <stronz>
Si tratta di un demarcatore che va ad enfatizzare i termini racchiusi in esso, conferendogli una connotazione negativa: ecco un esempio per i maturandi, che possono già adoperarlo nei loro blog.
Ho provato a inserire Crazy Egg sul blog ed ho avuto strani risultati. Visitando il sito si sente uno strano odore di olio fritto. Il mio html deve essere allergico all’albumina. Ecco lo screenshot.
Srotolando i papiri di mio nonno, ho scoperto le tracce di un breviario SEO, le cui ultime copie si pensavano bruciate nell’incendio della biblioteca di Alessandria insieme alla bibbia di Adsense. Eccone alcuni estratti: il primo è un inno propiaziatorio, il secondo una richiesta di perdono da spedire alla Santa Inquisizione in caso di bisogno.
Angiolino il mio carino
fa che io arrivi primo,
io ti prego immantinente
fai calare il concorrente,
coi poteri a te concessi
fai salir tutti gli accessi,
angiolin che tutto puoi
mentre dormo aumenta il ROI
O mio Google sempre acceso
non t’avessi mai offeso
o mio caro e buon motore
l’algoritmo tuo migliore
io non voglio offender più
nè più usar quel testo lato
per il quale mi hai bannato
Per finire, ecco un filmato in cui mio cugino Matt nega assolutamente di essere “The Google’s Moral Compass”: si sa, a lui piace sempre scherzare.
Ciao Matt, visto che non ho un euro in tasca, non è che mi consigli qualche trucco SEO per il mio sito?
Vuoi sapere come diavolo fanno alcune aziende ad essere prime su Google con centinaia di parole chiave differenti? Semplice: sfruttano alcune tecniche di posizionamento che poche persone conoscono.
Ecco dunque alcuni trucchi SEO che fino ad oggi solo mia mamma conosceva:
- Lacca per fissare l’header a margin:0px
- Fondotinta nero per il body, onde nascondere il testo
- Rossetto fucsia per fare risaltare gli H1
- Crema rassoddante per evitare che le sidebar finiscano troppo in basso
- Fard per rafforzare i contorni degli Adsense
- Smalto lucido per l’hover del link
- Pietra pomice per i calli del footer
- Dentifricio sbiancante per il box della newsletter
- Per i colori del font troppo chiari, puoi usare un abbronzante
Se il sito perde visitatori basta farsi crescere i capelli e indossare minigonna e tacchi a spillo: che tu sia lady o boy, c’è sempre qualche Ronaldo assetato di SEO.
P.S. Ti garantisco che, in vita mia, non ho mai rivelato una mole di informazioni e “trucchi del mestiere” cosi’ importante. Se dovessi equiparare il prezzo alla quantità e qualità dei contenuti che ho messo dentro dovrei superare abbondantemente i mille euro. Ma purtroppo siamo in Italia e non in America e qui, poche aziende sono disposte a investire piu’ di 1.000 euro per conoscere tutto questo. Invitami al cinema e paga tu i pop corn: siamo a posto così.
Due giorni fa Steve Ballmer, il CEO di Microsoft, è andato a San Donato Milanese e ha presentato egli ex operai dell’Eni una piattaforma che unisce video, foto e interattività. Delfins Blog, il blog della diffusione del sapere, la chiama LiveMash. Il mio parrucchiere mi ha confermato invece che si chiama Live Mesh. Insomma, come ha spiegato Steve, ci sarà una sorta di televisore in cui, durante la trasmissione di una partita a golf, potremmo scegliere in tempo reale di fare un fermo immagine sulla pallina e comprarne una simile con un click. Ora, se invece della palla ci fosse Monica Bellucci, la cosa si farebbe più interessante, ma il buon Montemagno, presente come intervistatore di Ballmer, si è dimenticato di puntualizzare questo aspetto estetico.
Al di là di tutto, il buon Steve, uno dei quaranta uomini più ricchi del mondo, non è apparso molto in forma a confronto delle sue migliori performance, di cui vi lascio un video mesh di 6 minuti.
Una volta in Italia si parlava del SEO, adesso hanno scoperto che si dice al femminile: la SEO. In omaggio a tale prodigiosa innovazione linguistica, ecco la classifica delle tre SEO più belle del mondo.
Al primo posto Jane Copland, in seconda posizione Jane Copland, medaglia di bronzo per Jane Copland.
Se qualche altra bellezza desidera proporsi, sarà la benvenuta, altrimenti si consiglia una capatina su www.seo-chicks.com, blog collettivo delle gallinelle del, ops, della SEO.
La morte arriva col blog: lo stress di tenere aggiornato 24 ore su 24 un diario online combinato con l’assenza di esercizio fisico e di sonno e con una dieta irregolare e malsana, sono un cocktail potenzialmente letale che ha cominciato a mietere vittime nel mondo del web. Due settimane fa a Fort Lauderdale (Florida) è stato celebrato il funerale di Russell Shaw, un prolifico blogger di temi tecnologici morto improvvisamente di infarto a 60 anni. (Corriere della Sera)
Dopo aver letto questo articolo, grazie ai poteri da medium concessimi da Google Labs, mi sono messo in contatto medianico con il povero Russel Shaw che purtroppo, per la legge del contrappassopuò parlare solo attraverso gif animate.
Ciao Russel.
Abbiamo saputo dal New York Times e dal Corriere della tua triste vicenda. Se potessi tornare indietro cosa faresti?
Vedi qualcosa di simile al pagerank, lì dove mediti sulle eterne blogosfere?
C’è anche qualche evento simile al SES?
In che animale pensi di reincarnarti?
Dicono che sei morto perchè troppo sedentario. Adesso riposi in pace o fai del moto?
Ci sono tanti blogger, anche in Italia, che non dormono mai o che postano quasi tutti i giorni: come vedi il loro futuro?
Sento che le forze dello spirito mi stanno abbandonando, dobbiamo lasciarci. Come possiamo risentirci?
L’altra sera in un ristorante giapponese si sono radunate le regine del SEO gossip italiano. Invitato come testimonial all’evento, ho carpito dalle loro lingue pungenti come il wasabi alcune indiscrezioni circa note figure del panorama SEO/SEM nazionale.
- Sante JetSet Achille è pronto a rilevare l’Alitalia
- Piersante Paneghel si è separato: Pier resta in TSW, Sante andrà alle Mauritius
- Enrico Madrigrano presenterà un corso in MM1 Bande Nere: Come timbrare il biglietto digitale senza sporcarsi le dita. Un settimanale in omaggio ai primi trenta iscritti.
- Giulio Marsala uscirà dalla bottiglia dopo dieci anni
- Il prossimo SES di Milano sarà aperto dal Cardinale Tettamanzi con l’inno Gloria in Excelsis SEO
Infine, una rivelazione esclusiva di una neodipendente di Tradedoubler: è in arrivo una nuova piattaforma, denominata Ad Petroleum, che farà sgorgare oro nero direttamente dai banner inseriti nel sito: affiliatevi e moltiplicatevi.