Archive for SEO/SEMS

Volunia e le galline: come Massimo Marchiori ha conquistato Larry Page

Dopo la presentazione di Volunia, in cui gli utenti di internet sono stati paragonati a pollastri e i social network a pollai, ho visto Marco Loguercio e Giorgio Taverniti interrogarsi su Twitter circa la presentazione con cui Massimo Marchiori ha conquistato Larry Page una quindicina di anni fa. Ho chiesto a Larry di girarmi almeno le slide. Mi ha rivelato che in realtà fu una folgorazione e che la slide era solo una.

gallina pagerank

Come vedete la metafora delle galline non è nuova, del resto con questo gelo qualsiasi gallina padovana fa buon brodo.

P.S. Volunia, non è un motore di ricerca: non volendosi fregiare di tale titolo è giustamente rimasto senza.

volunia

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Tutto sul mio Madri (2011)

Seo Web Marketing Experience 2011Tutto sul mio Madri è un film scritto e diretto da Enrico M.
Quello che emerge dal film è lo spessore umano dei personaggi principali, che infatti sono tutti uomini, tranne la voce narrante dell’affascinante Elena Farinelli.
Uscito nelle sale di Milano il 28 ottobre 2011, il film ha avuto per protagonisti vari attori di calibro quali:

Piersante Paneghel – nella parte di uno strenuo difensore della privacy, nonché arcigno difensore della SEO, nonché strenuo ammiratore del rude difensore Romeo Benetti

Enrico Altavilla – nel ruolo di un attento osservatore delle problematiche di indicizzazione, nonché esperto di meccanismi del file robots, nonché attento a non sgarrare per non prendere calci stile Benetti dal socio Piersante

Luca Bove – nella veste di un romantico vagabondo senza bussola salvato dalle Google Maps

Gianpaolo Lorusso – recita il personaggio di un’amante disperato che fa dell’usabilità made in USA la sua unica musa

Filippo Toso – nel ruolo di un brillante showman che con il suo jet personale fa test di atterraggio su una landing page

Moreno Bonechi – veste i panni di un leggendario eroe che prende a pugni una Facebook da schiaffi per vendere gioielli a donne sentimentalmente legate ad altre donne, entrambe legate alle sbarre di un letto in ferro battuto

Anche il regista, Enrico M., si è concesso un ruolo da protagonista, rivelando sul finale di avere intascato migliaia di dollari con un’idea che gli venne alle quattro del mattino di qualche anno fa, mentre non riusciva a prender sonno. In effetti l’intervento si intitolava “Guadagno on line, sogno o realtà?”: alcuni critici maligni dicono che stesse dormendo. Anche se fosse, cosa importa, siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni.

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Yahoo, Yahgiù, Yahpiù

Sic transit gloria Yahoo
Yahoo Yahgiù Yahpiù

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Seo Web Marketing Experience: svelamenti e travestimenti

Madri GoogleIl Seo Web Marketing Experience di Milano di Madri era pregno di gente: fuori dalla sede del corso alcuni manifestanti protestavano per non essere riusciti ad entrare.
La giornata è stata così densa di contenuti che lo spirito di Google si è materializzato in aula. A domanda: qual è l’influenza dei link social a livello di posizionamento? Google ha risposto estraendo un cocktail di Aspirina e Tamiflu e facendo una bella risata.
Quando Piersante ha parlato delle libertà che si prende lo spider di Google di interrogare moduli o intepretare link in modo sbagliato, Google ha sorriso sornione masticando un id session.
Per qualche momento il discorso si è spostato sulla guerra fredda coi qualità rater. Google è stato molto attento in questa fase: i rater intercettati tramite ip sono stati immediatamente licenziati e mandati a lavorare in Facebook, dove sarà pianto e stridor di Zuckerberg.
In un evento così importante non poteva mancare certo l’ubiquo Berlusconi, che si è intrufolato sotto le false spoglie di Marco Massara, presentando commosso una auto case history sul proprio successo su Facebook.
Mentre Google e Tripadvisor finivano di mangiare i resti del catering, un indignato Tagliaerbe ha tuonato contro l’infiltration delle agenzie che sta devastando i forum e allora tutti a proporre delle tecniche per ottenere commenti positivi spontanei: qualcuno accenna allo sconto, Paolo Moro al cocktail di benvenuto in hotel, Berlusconi all’invito in Sardegna. All’uscita ho dato un ticket a un venditore ambulante: mi ha detto grazie. Peccato che non abbia un blog, altrimenti avrebbe scritto una recensione positiva circa la mia magnanimità.

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SearchBrain, SearchBraun, SearchBreille ecc.ecc.

SearchBrainCavolo, ma che ore sono? Gasp, sono stato in letargo dal 1 maggio ad oggi, altro che Google Caffeine.
Dal mio feed reader ho visto che non ci sono state molte novità sulla scena della SEO, tranne che, sulla scia di SearchBrain, anche altri professionisti si sono uniti in sorte di corporazioni specializzate che, attraverso la discussione, il confronto e qualche piatto di pastasciutta, possono fornire soluzioni ad ogni problema legato al settore di competenza. Faccio solo qualche nome.

SearchBraun: una confederazoine di barbieri in grado di effettuare il contropelo con il solo potere della mente. Naturalmente ognuno avrà il suo metodo di rasatura della barba, anche se potrà ascoltare i consigli dell’altro circa la forma delle basette.

SearchBreil: una gruppetto di ladri di gioielli e orologi, in grado di svaligiare le più rinomate oreficerie della metropoli. Ogni componente potrà adottare le propria strategia: dallo sfondamento della vetrina con una jeep allo smoking stile Lupin. L’importante è sincronizzare in maniera giusta i cronometri per ritrovarsi poi a dividere il bottino in parti uguali sotto il campanile della piazza.

SearchBrin: quattro picchiatori specializzati in recupero crediti che aiutano a Sergey Brin a chiedere la restituzione del denaro sprecato dagli editori a causa del clic fraud.

SearchBraille: quattro pastori tedeschi per ciechi in pensione. Quando devono depilarsi chiamano quelli di SearchBraun, quando vogliono un collare nuovo ed elegante contattano quelli di SearchBreil, quando voglion fare una sospresa alla loro pulce preferita telefonano agli energumeni di SearchBrin. Quando vogliono ottimizzare il sito del loro veterinario, però, chiamano SearchBrain, e se è il 23 luglio fanno persino gli auguri a Enrico.

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Il SEO è morto

Non si è ancora spento l’eco del Festival di Sanremo che mi è apparso il fantasma di un seo nomade e barbuto, che ha iniziato a cantare.

Il seo è mortoHo visto
Gente venuta dalla search andare via
Lungo gli status che non portano mai a niente
Correr su Facebook per rifar la fattoria
Nella ricerca di qualcosa che non trovano sul Google che hanno già
Lungo le serp che di spam sono intasate
Dentro quei footer con le pagine linkate
Lungo le nuvole di tag, nel mondo fatto di friendfeed
Essere bravi a cinguettar la nostra dose di retwitt
E’ un seo che è morto
Ai bordi dell’Adwords, il seo è morto
Nei link comprati a rate, il seo è morto
Nei miti del pagerank, il seo è morto
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
Nel primo posto sui motori non ha fede
Nei miti eterni dell’on site o del rewrite
Perché è venuto il momento di innalzare tutto ciò che è novità
I falsi account per un’opinione pura
Un Linkedin che ci spinge la carriera
Un indirizzo in Google Maps, un ragazzino che fa buzz
La frenesia di dilungarsi con questo twitt sempre più corto
E’ un seo che è morto
Nei nomi di dominio, il seo è morto
Col tasto condividi, il seo è morto
Le pagine di fans e il seo è morto

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I consigli di Berlusconi contro il pessimismo dei seo

Pessimismo e SeoSarà l’effetto del Google Caffeine, che chissà quali pericolosi additivi contiene, ma la stagione estiva non è un toccasana per i seo: da Enrico, profeta della sventura prossima, a FradeFra, incline a umori alquanto saturnini, si spargono sensazioni poco propense all’ottimismo.
A tal proposito, ieri mi ha telefonato Berlusconi: ecco il contenuto dell’intercettazione che mi sono fatto da solo.

S.B.: “Questa storia della pillola, vedremo di risolverla al più presto”
M.K.: “Silvio, ma cosa dici?”
” Ah, non parla Joseph Ratzinger?”
“No, sono Matt Kazz”
“Ah, Matt, mi consenta, ho sbagliato numero. Però ne approfitto per dirle che ho letto gli articoli di Madri e FradeFra e ritengo che
uno, la crisi non esiste
due, contro la malinconia basta toccarsi un po’
tre, invece di Google Caffeine chiamatelo Google Cocaine, così vi tirate un po’ su
quattro, mi riconsenta, o cambia numero lei o lo faccio cambiare al Papa”
“Grazie dei consigli Presidente”
“Eh, è per questo che mi chiamano Presidente del Consiglio, cribbio!”

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Cocktail e bevande Seo per l’estate

Seo CocktailGin Feeds: un quarto di gin, un quarto di Seomoz, un quarto di Tagliaerbe, un quarto di Quarto Oggiaro per essere al passo con la local search.

Aruba Libre: Aruba e rum con una fetta di limone. Da tracannare in dosi industriali per dimenticare tutte le limitazioni seo dei server.

Long Tail Island: vodka, gin, rum bianco e keywords di nicchia. Bisogna berne tanto ma a sorsate piccolissime.

Birra Social: media, perchè se piccola non disseta, se grande gonfia la pancia. Da gustare in compagnia.

Brandy Awareness: chi soffre di scarsa visibilità del marchio potrà affogare il suo dispiacere in un bicchiere di brandy awareness. Dopo il primo sorso si crederà di essere più cool della Coca Cola, dopo il secondo si penserà di essere più noti della Nutella, dopo il terzo si riterrà che chi non beve in una botta è un gran figlio di madre ignota.

Sem On the Beach: in mancanza del Sex On The Beach si può gustare questa variante del cocktail. Si paga in cpc (costo per calice)

Bing Tonic: cocktail rivitalizzante che ha donato nuova energia anche a Bill Gates, il quale, cancellatosi da Facebook, si è dedicato in toto all’alcolismo anonimo.

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Menu seo friendly

Ciao Matt, mi consigli un menu seo friendly? 

Eccoti un schema grafico: primo su Google, secondo su Yahoo e amaro su Bing.

menu seo friendly

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Fenomeni paranormali del web 2.0

Ieri il mio muro di casa ha cominciato a riempirsi di macchie. Quando le macule hanno iniziato a comporre delle parole, ho pensato di chiamare un bravo esorcista ma erano tutti occupati a fare un corso di aggiornamento alla Baia Imperiale di Riccione.
Poi, piano piano, le frasi hanno preso a delinearsi, come piccoli serpentelli intelligenti ed ho capito di cosa si trattava: era una normale infiltration, muffa del web 2.0. Ho scattato la foto che vedete e poi me ne sono andato a bere un campari col bianco con il mio poltergeist di fiducia: un tipo non bello ma di spirito che di secondo lavoro fa l’imbianchino, di terzo lavoro raffina l’acquaragia e di quarto lavoro riposa in acquavite.

Infiltration web 2.0

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