febbraio 18, 2010 at 15:43
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Recentemente è esplosa la moda della brand reputation. Tutti vogliono sapere cosa si dice del proprio marchio online. Un’analisi imparziale risulta anche impietosa: una volta che scoperto quello che la gente pensa, spesso, invece di reagire, si rimane infastiditi, si vorrebbero cancellare con un colpo di spugna o di avvocato le cattive opinioni. Purtroppo questo non è possibile, anzi i giudizi lesivi si fossilizzano nei motori di ricerca e restano lì per anni, come croci di un cimitero protestante.
Ecco allora che, per affiancare i vari software di raccolta di opinioni, è nato un prodotto progettato appositamente per i marketing manager delle grandi aziende: il Brandy Reputation. Basta berne una bottiglia la sera, prima dell’ultima navigata su Youporn, e si dimentica tutto il male che viene diffuso sui social media riguardo al proprio brand. Per chi ha grossi problemi, il Brandy Reputation è disponibile in botti di rovere, che aggiungono un tocco di classe alla scrivania. Chi poi desiderasse farne uso anche in viaggio, può ordinarne una cisterna mobile, cabinata Mercedes, che non sfigura minimamente vicino all’auto aziendale. Non bisogna però esagerare: il Brandy Reputation ha un effetto deresponsabilizzante, perciò deve essere consumato responsabilmente.
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febbraio 10, 2010 at 15:05
· Filed under Web/Net
Le mie competenze sono così elevate che quando guardo in basso mi vengono le vertigini. Tuttavia, mentre mi gira la testa, mantengo la forza di darvi in pasto la più strabiliante strategia di buzz per Yahoo Answer: il Marzullo Marketing.
La tecnica trae ispirazione dal popolare conduttore delle trasmissioni notturne di Rai Uno, che, dopo avere sproloquiato per circa mezz’ora con un ospite per lo più sconosciuto, pone la fatidica questione:
si faccia una domanda e si dia una risposta
Questa frase, simbolo di atavica saggezza, oltre a essere stampata sulle terga di Paolo Coelho, è una grande massima per chi vuole iniziare a fare buzz su Yahoo Answer.

Per applicare il Marzullo Marketing basta aprire due o tre account, loggarsi ad intervalli di tempo prolungati: con il primo account si fa una domanda, con il secondo si dà una risposta citando come fonte il proprio sito, il terzo account dice che la risposta è una figata, così che il primo account la vota come migliore e chiude la domanda. Insomma, una strategia una e trina, supportata da una frase estremamente filosofica: una pratica così profonda che il capogiro mi è aumentato a dismisura.
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febbraio 4, 2010 at 13:48
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Già a Natale qualcuno aveva tentato di infiltrarsi nel blog, ma Giacomo mi ha avvisato e sono riuscito ad evitare danni peggiori: non ho ancora finito di ringraziarlo ed ecco che un hacker velocissimo ha tentato di violare la mia privacy direttamente dal pc.
La differenza tra un hacker veloce ed uno normale è che quello normale mette la maschera…

…mentre quello veloce è SchumHacker

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