Archive for agosto, 2008

Matt Links per Simone

Il povero Simone / Weppos è irrequieto per la perdita dei sitelinks di Google.
A risarcimento ecco dei Matt Links, trini ed eterni:

HTTP Headers Status Checker
HTTP Headers Analyzer
Apache Log Analyzer 2 Feed

E mi raccomando, non andate in giro a dire che Google vi tratta male.

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Olimpiadi 2008 per SEO: i risultati

 

Purtroppo il filippino che avevo assunto per scrivere al posto mio mia ha dato buca, da qui il lungo intervallo. Oltre che in Spagna, dove mi sono imbevuto di cultura e di San Miguel, sono stato a Seoul, la città più Seo friendly del mondo, nella quale, a vent’anni esatti dalle Olimpiadi dell’88, si sono svolte le gare olimpiche per i Seo.

Ecco dunque i risultati dei portacolori italiani:

  • Lancio del blog: primo posto per l’oriundo Johnnie Maneiro con la stratosferica misura di 980km
  • 3000 siepi: medaglia d’oro al Tagliaerbe, che ha anche potato la pista
  • Chilometro da fermo femminile: il Colore Rosso del semaforo facilita il trionfo di Miriam
  • Tuffi nell’anestesia: Totale di Nereo sbaraglia la concorrenza
  • Ginnastica, sbarra: FradeFra iridato grazie al suo YoYo con triplo salto mortale annesso
  • Tiro con l’arco: Sante J. Achille, colpito al tallone da Marco Loguercio, è costretto al ritiro
  • Salto in alto: dulcis in fundo, Layla Pavone vola alla stratosferica altezza di 600 pixel e sbaraglia la concorrenza ferma a 60 pixel

Bene, spero di postare di nuovo prima del 2012, sempre che la salute mi assista: accendete una fiaccola per me.

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Sito per un Ciclope

Prima sciogliermi nel calore del mio studio, volevo dirvi come si fa a costruire un sito per un cliente di target molto alto: il Ciclope.

  • Innanzi tutto, per facilitare la percezione del colpo d’occhio grafico, comprate uno schermo a risoluzione 8000 x 6000: la larghezza consigliata per il template è quindi 7600 pixel.
  • I Ciclopi amano pascolare le pecore, quindi uno sfondo bianco può andare bene.
  • Cosa fondamentale, il Ciclope non sa leggere, perciò il sito deve essere ricco di icone di facile e immediata comprensione. Oltretutto, il Ciclope parla una sola lingua e non capisce nemmeno lui quello che dice, quindi non perdete tempo con la versione inglese.
  • Il Ciclope si stufa dopo una sola pagina, per cui non state a pensare a menu e sottomenu.
  • Il Ciclope è antisociale, quindi niente form dei contatti.
  • Il Ciclope è molto vanitoso, quindi al centro dello schermo mettete un bell’occhio. La miniatura del sito potrebbe essere questa:

Se poi volete avere un successo assoluto, date al Ciclope qualche project manager da mangiare: vi risputerà le ossicine a due o tre colonne a seconda della varietà ed abbondanza dei contenuti. In ogni caso, dato che il Ciclope è padrone di un’isola intera, fategli pagare il lavoro un occhio nella testa.

P.S. Vado in Spagna una settimana per un corso di social marketing applicato alle nacchere, ci vediamo dopo la sangria.

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Motori di ricerca: ci vuole un po’ di Cuil

Ieri sera, verso le 3.30 mi sono risvegliato col trillo del telefono: era Giacomo, l’amico di Aldo e Giovanni che mi chiamava con la Wind per rimproverarmi di non avere ancora messo online l’articolo su Cuil. Siccome, nel bene e nel male, ne hanno già parlato tutti, vi darò qualche chicca in esclusiva.

Cuil è un motore di ricerca elaborato da tre ex dipendenti di Google: Russel Power era l’addetto al temperamatite, Anne Patterson si occupava del rosicchiamento delle penne. Dopo il taglio della cancelleria entrambi sono stati cancellati dalla lista dei Google workers: al posto della Patterson è stato assunto un criceto russo, in luogo di Russel Power è stato reclutato Austin Power che almeno fa più ridere. Louis Monier, il terzo della banda, era invece stato assegnato a Google Cappe, search engine dedicato ai caminetti, la cui griglia porgettuale è purtroppo andata presto in fumo. Oltre a questi tre, ci sono altri quattro moschettieri, tra i quali citiamo solo il povero Tom Costello, consorte di Anne Patterson, che lo ha costretto a sborsare 33 milioni di dollari più una pelliccia di visone per finanziare l’impresa.

Ma veniamo al motore: Cuil ha molti punti forza rispetto a Google. Innazitutto il numero delle pagine indicizzate: avendo meno filtri di uno storgione giamaicano, Cuil offre oltre 120 miliardi di pages, con risultati di ricerca presentati a random, almeno ognuno ha la possibilità di apparire una volta al primo posto. Il template è a due o tre colonne, senza pubblicità perchè nessuno ha ancora richiesto uno spazio. Usa Ajax perchè è di moda e fornisce suggerimenti di ricerca incomprensibili, come quei compagni di scuola bastardi che bisbigliano la soluzione sbagliata del compito in classe e poi ridono se prendi quattro. Insomma, è un motore di ricerca anarchico: l’algoritmo è talmente ingovernabile che persino Obama sta pensando di spedirci le truppe che lasceranno l’Iraq.

Quanto al nome, Cuil doveva essere la sigla di un sindacato, Comitato Unico Ingegneri Licenziati, poi qualcuno ha sentito Cofferati che dall’alto della sua esperienza pregressa ha consigliato di lasciare perdere e di dedicarsi a qualcosa di più produttivo.
Non so se l’iniziativa avrà fortuna: per certe cose ci vuole bravura e un bel po’ di Cuil, comunque ne riparliamo tra qualche mese, se Giacomino mi ritelefona, speriamo usando Skype e verso mezzogiorno.

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