Archive for novembre, 2007

L’Uomo dal Pelo in Bocca

Ciao Matt, perché non partecipi al concorso di Philips Bodygroom? Non hai abbastanza pelo sullo stomaco?

Il fatto è che qui a Google stiamo già impacchettando le bombe carta da spedire a quelli di Yahoo. Comunque, spulciando tra le scartoffie dei tempi del college ho ritrovato uno stralcio di dialogo tratto da un pezzo teatrale di Luigi Tiranpelo, intitolato “L’Uomo dal Pelo in Bocca”. Eccolo.

Achille Pelide: (cantando con un bicchierino di tequila in mano) Libiam nei lieti calici, il pelo che ci sfiora…
Silvio Pelico: (interrompendolo) Cos’è quel pel che c’hai ch’ogn’om lo mira?
Achille Pelide: Tu dici quel sul petto che mi tira?
Silvio Pelico: Io dico quel maglion che porti addosso, che mai nessun barbier t’ebbe rimosso
Achille Pelide: Tu debbe saper ch’è un gran problema, aver peli davanti e in sulla schiena: il mio sembiante splendido ed irsuto ha fatto innamorar capron cornuto
Silvio Pelico: Ma il lume di ragion dov’è finito? Forse che sotto il pelo è seppellito? Andiamoci a tosar ch’è cosa sana, lontani dal capron ch’amò la lana
Achille Pelide: E quale forbicion dovremmo usare? Il pel è troppo duro da potare
Silvio Pelico: Tu non ti preoccupar che c’ho ‘n amico ch’è gran depilator che ti fa fico
Achille Pelide: Andiam che il pel m’avanza fino in bocca: di ber altra tequila ora mi tocca
Slivio Pelico: Dimentica la goccia di bum bum, partiam io, te e Philips Bodygroom
Achille Pelide: Triangol dell’amor, io sì lo voglio, che tutto ci andrà liscio come l’olio

Finale a sfumare, peli che cadono dal cielo, sottofondo romantico: Gino Peli intona “Il Pelo in una stanza”

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Come gestire un post

Ciao Matt, mi spieghi come gestire un post?

Non c’è un metodo universale. Ti riassumo in qualche immagine la mia esperienza per un particolare tipo di post.

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Nuova estensione di dominio al femminile

Sarà disponibile dall’8 marzo me c’è già la rincorsa per accaparrarsela: si tratta dell’estensione .GI, riservata ai domainers di sesso femminile. La notizia è stata accolta con grande piacere dalle donne che si occupano di web marketing e che finalmente potranno godere di un’estensione pensata proprio per loro. Le prenotazioni sono veramente tante  e già da oggi un buon .GI risulta praticamente introvabile.

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Italia in pericolo: esclusa da Android

Ha destato scalpore il fatto che l’Italia sia stata esclusa dal concorso per Android, il sistema operativo del G-phone. Orde di ingeneri italiani imbufaliti hanno protestato contro l’accaduto.
Ora, mentre le fonti di informazioni ufficiali non si scandalizzanno più di tanto, l’Italia sta andando incontro ad un pericolo ben più grande. Prima che lo scopra Paolo Attivissimo, vi svelo io l’arcano. Chi ha studiato i linguaggi in codice, magari vedendo e rivedendo Indiana Jones o I pirati dei Caraibi, sa bene cosa voglia significare la seguente frase tratta da qui:

The Android Developer Challenge is open to individuals, teams of individuals, and business entities. While we seek to make the Challenge open worldwide, we cannot open the Challenge to residents of Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Burma) because of U.S. laws. In addition, the Challenge is not open to residents of Italy or Quebec because of local restrictions.

Si tratta di un malcelato ordine di attacco verso le nazioni menzionate, da sempre nemiche degli Stati Uniti. In poche parole, l’Italia è esclusa dal programma di salvezza Android. E’ bene che il Governo Italiano prenda subito provvedimenti, stanziando subito fondi agli ingegneri, in vista di un concorso interno per un utilissimo rifugio antiatomico globale. Mi raccomando picciotti, non svelate le informazioni al mio capo Sergey Mikhailovich Brin: ultimamente è già un po’ alterato per conto suo, come potete vedere dall’immagine.

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Notizie gonfiate

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IAB Forum o JAB Forum?

Mi hanno detto che a Milano c’è lo JAB Forum.  L’8 novembre, senza esitare, prendo il primo tram da Mountain View alla Fiera: la boxe è la mia passione. Scendo a Gattamelata e mi dirigo all’entrata, ma dove stanno i pugili? E il ring? Chiedo alla reception e mi spiegano che è lo IAB forum, con la i di idiota. Vabbè, entro e vado al secondo piano dove tal Binaghi spiega le analogie tra gli aperitivi ed il marketing digitale, snocciolando numeri e piluccando salatini.
Subito dopo c’è una tavola rotonda condotta da un Re Artù ipotricotico che declama le virtù di undici cavalieri i quali giurano solennemente che investiranno il 10% dei loro beni nel marketing digitale: la classica decima del medioevo lascia ancora tracce nel pensiero collettivo.
Sciolta l’assemblea dei prodi cavalieri, annunciano l’arrivo di Nigel Mansell, ma siccome non mi piace la Formula 1 lascio la sala.

Ho fame, scendo al primo piano, in cui c’è una zona relax dove si può giocare a golf o fare un tiro con il pallone da rugby. Costava tanto mettere anche un punch-ball? Mi avvicino a un banchetto e prendo una lattina di una bibita energetica che mi dà alla testa, qualcuno mi offre una caramella indurita: mi rendo conto che mi stanno drogando. Mi sdraio sulla poltrona viola di Yahoo e subito un paparazzo mi scatta una foto. Devo scappare: mi pare che ci sia una conferenza sul Mobile, e siccome devo cambiare l’arredamento dell’ufficio decido di partecipare. Un ingegnere sale sul pulpito e dà i numeri del lotto per circa mezz’ora. Poi è il turno di un rappresentante della Coca Cola che presenta in modo frizzante alcune slide in cui spiega come si fa un concorso con gli sms. Mi aspetto qualche dritta sulle scommesse delle corse dei levrieri, invece arriva un agente di viaggi incacchiato che parla di auto zebrate. Subito dopo uno di Sky si lamenta perché il suo cellulare non ha campo. Alla fine sale una commessa di un negozio di abbigliamento che fa partire un video musicale low cost con scarti di modelle che si arrampicano sulle corde per farsi notare dalla platea.
Di arredamento nemmeno l’ombra, ma ormai sono stanco come un pugile suonato: già, ma siamo sicuri che non è lo JAB Forum?

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Cerca il tuo bambino su Google Muppets

Si sa che i bambini amano nascondersi per dispetto mentre i genitori sono assorti davanti al computer. Per correre in aiuto dei padri e delle madri, e naturalmente dei bimbi smarriti, Google ha lanciato Google Muppets. Il servizio è analogo a Google Maps e permette di trovare il proprio pargolo semplicemente inserendo il nome nell’apposito form di ricerca. Proprio ieri ero con la mia famiglia nella sede di Google Italianon trovavo più il mio Little Kazz, così ho sperimentato tutta la potenza e l’efficacia di questa nuova realise: ecco il risultato.

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